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Opere

Laetitia per voce clavicembalo e percussioni - 2003/2004 - prima esecuzione 8 Marzo 2008 a cura di Letizia Butterin

Laetitia è scritta per e dedicata a Letizia Butterin che ne è stata l'ispiratrice e ne ha curato la prima esecuzione.

Laetitia è un opera di carattere rituale, una preghiera di saluto al tramonto del sole del solstizio d'estate.

L'interprete dovrà avere cura di osservare attentamente le indicazioni e di perseguire il totale controllo dei gesti e delle azioni.

I testi di Laetitia seguono tre percorsi paralleli ma differenti e sovrapposti :

1°)   Testo in ebraico elencante le nominazioni dei 72 angeli custodi

2°)    testo della poesia "Ali" di Aldo Vianello compositore dell'opera

3°)    testo a-semantico formato da articolazioni sillabiche.

Rilievo Ossessivo per violino e chitarra - 10 ottobre 2011

Rilievo Ossessivo è una intromissione del dolore nel suono. L'interprete dovrà porre molta cura nella variabilità della granatura del suono specialmente nelle note di lunga durata,

Prima esecuzione a cura di Tara Horvat violino - Virginia Bezzi chitarra

Zagabria 28 Ottobre 2011

Notturno per il Cappello Nero di Simona -

 

Notturno per il Cappello Nero di Simona
Per chitarra - mandolino, mandola e un cappello

Spiriti Gabbiani -

Spiriti Gabbiani -  Sonata per chitarra

Angeli Per due chitarre - 2000

L'opera è ispirata ai quadri della pittrice Marcella Marcatelli alla quale è dedicata.

La prima esecuzione è prevista per il 27.03.2001 nella rassegna concertistica di Riccione intitolata "Espressioni Musicali " .

Giulianata opera postuma detta " L'Addio ". - 2000

Giulianata opera postuma detta " L'Addio ".
Per chitarra ( 2000 …………. 08 Aprile 1829….)

Mauro Giuliani mi ha perseguitato e affascinato per tutta la vita, per questo ho deciso di clonare il suo idioma realizzando un'opera che non è stata mai ritrovata ma che potrebbe essere stata composta durante il suo viaggio tra Roma e Napoli, al volgere del termine della vita del celebre virtuoso.

La percezione della riuscita o meno dell'esperimento sarà l'emozione primaria di un gioco orientato a viaggiare a ritroso nel tempo clonando i codici genetici dell'artigianato del compositore.

Quale migliore filologia interpretativa !

Proverbi Romagnoli Coro a cinque voci - 1999

1° I Sold i manda l'acqua d'insò
- i soldi mandano l'acqua d'isù(con il denaro si ottiene tutto)

2° Nu tuchè e cul ma la zghèla
- non provocare la tal donna che è una litigiosa di quattro cotte!

3° L'è long cume la berba d'san Simon
- E' lungo come la barba di San Simone! Si dice di persona prolissa brevi epigrammi musicali che giocano ironizzando sulla millenaria sapienza del proverbio. sono in progetto altri proverbi…

Sonata. - 1999

Sonata.
Chitarra-chitarra contrabbasso-presenza femminile (1999)

La felicità del far musica comporta l'immaginazione di presenze di ascolto, queste ricorrono come immagini mistiche(angeli), voci, esperienze inconsce, voli di gabbiani…corpi.

Il chitarrista ossessionato dalle presenze si identifica attraverso un salto simbolico nel gabbiano, nella sua voce e nel volo…ricerca di purezza primitiva. Le presenze diventano corpi femminili che narrano l'alternanza dei cicli della vita e della morte.

La Sonata è ripartita in tre movimenti (scene) . Ogni scena si identifica nell'aura di una presenza femminile prendendo ispirazione dal libro della scrittrice Clarissa Pinkola Estès "Donne che corrono coi lupi ".

La prima scena evoca la forza riproduttrice della natura, il suo diritto a crescere e manifestarsi pur nell'apparente incongruenza del mondo, in uno stato che si pone al di la del bene e del male. La seconda scena ritualizza il sacrificio della madre, la purificazione del compimento del proprio destino.

La terza scena invade con il fascino della Cantadora…la donna che narra ogni sera, ogni notte la storia scritta sulla pelle ridicolizzando così la falsità della storia ufficiale.
In realtà è tutto più complesso, non esiste un percorso narrativo univoco ma situazioni compresenti in stato di tensione drammatica che possono e dovrebbero suggerire visioni d'ascolto.

Cakra - 1999

Cakra (1999) CD PHOENYX CLASSICA
Chitarra 12 corde del liutaio Camillo Perella - Swaramandal. 1° muladhara 2° svadhisthana 3° manipura 4° anahata 5° visuddha 6° ajna 7° sahasrara

L'idea di un progetto musicale ispirato ai Cakra comincia ad essere immaginato da Aldo Vianello nel 1996 dopo due anni di intenso lavoro nel Teatro Musicale su testi tratti dall'inferno di Dante.

"Il termine del viaggio Dantesco coincise con una malattia che mi indusse e mi induce tutt'ora a ripensarmi come musicista…poi un tuffo nella memoria infantile permise di far riapparire lo squilibrio che mi portò più di altri a suonare:la paura, il tentativo di attenuarla ".

La possibilità di musica come catarsi,incontri con nuove persone e le coincidenti letture sulle filosofie orientali completarono il terreno nel quale le necessità produssero il lavoro odierno. Ben presto mi accorsi che i suoni della chitarra non erano più sufficienti e così nacque la collaborazione con il liutaio Camillo Perella risultato della quale è lo strumento a 12 corde. Cakra in sanscrito significa ruota. I Cakra principali sono sette situati in sette punti nodali di energia del nostro corpo,anche dal loro equilibrio dipende la nostra salute. Ogni movimento della composizione rotola sull'energia del Cakra corrispettivo nel tentativo di equilibrarlo.

La partitura quindi rimane anche una possibilità aperta di esercizi e pratiche in ammirevole contatto con il pluriverso medianico mondo dei suoni.

Dèja Vu - 1998

Dèja Vu

* è un fenomeno psico - allucinatorio di vissuti sensoriali del già avvenuto, già visto. è un luogo di incontro tra musica e teatro

* è un'opera multimediale

*è una serie di azioni

*è una possibilità di lavoro ed un progetto didattico per crescere insieme in un laboratorio di Work in progress

* è un percorso d'improvvisazione guidata da quadri di riferimento che inducono ad osservare cambiamenti di stato. I cambiamenti di stato orientano l'ascolto verso l'attivazione e mutazione dei parametri musicali(Timbro - Dinamica…) considerati secondari rispetto alla durata ed all'altezza

* è una serie di azioni

*è uno studio sulla reciproca influenza dei parametri musicali

* tutto ha qualcosa in comune con la psicologia della Gestalt *il lavoro è dedicato a Vinko Globokar

*è pensato per ensemble di strumenti a pizzico con possibilità di collaborazioni di strumenti d'altre famiglie

* all'interno di Deja Vu troviamo delle parentesi(brani che fanno parte dell'opera ma hanno anche una vita autonoma) denominate interferenze…ogni interferenza studia un intervallo musicale

* è un'opera aperta,un inno ed una preghiera all'impermanenza.

Esprit -

Il lavoro è articolato come catene le cui parti possono avere le seguenti combinazioni :

Esprit de Finesse - Razos III° - Esprit de Geometrie
Esprit de Finesse - Esprit de Geometrie
Razos III° - Esprit de Finesse - Esprit de Geometrie
Razos III° - Esprit de Finesse

Ho pensato le tre parti (Esprit de Finesse - Razos III° - Esprit de Geometrie) come strutture autonome, indipendenti, con limitate possibilità di combinazioni come sopra esposto.
In futuro progetterò altre parti (Esprit - Razos) che apriranno nuove possibilità di aggregazione delle catene .

Le catene !° - 2° hanno due possibilità di apertura ( destra - sinistra ), la catena 3° solo a destra,la catena 4° nessuna

Esprit de Finesse: Adagio (con estrema semplicità).
98 battute, coro 28 battute.il testo cantato dal coro è formato dalla sola parola Omne .

Esprit de Geometrie: è formato da otto quadri più un inserto.Il testo è tratto dai versi 958-967 del De Rerum Natura di Lucrezio.Il mutare del quadro coincide con il mutare della parola cantata dal coro: Omne - Quod - Est - Igitur - Nulla - Regione - Viarum - Finitumst. Queste otto parole sono anche l'incipit dei versi 958-967 che vengono riproposti dalla voce recitante e dal soprano nell'inserto.Il mutare della parola influisce sul mutare del quadro e viceversa.

L'ultimo quadro è attraversato da motti Plotiniani che ne orientano lo stato di trascendenza.

Sfera - 1998

Sfera Per ensemble di chitarre (1998)
Sfera è un pezzo strumentale elaborato per un ensemble di chitarre a quattro parti.
Il lavoro può essere considerato uno studio introduttivo a "Esprit de Geometrie". Il brano è ispirato e dedicato a Keith Jarrett.

Razos III° - 1997

Per soprano, flauto e chitarra su testo di Dante da Vita Nova XXXVII ' l'amaro lagrimar…' .

Il termine Razos indica le analisi e rielaborazioni concettuali in prosa operate dallo stesso Dante su versi della Vita Nova.

- Quando incontrai la voce "Razos" leggendo una introduzione a Vita Nove e Rime di Guido Davico Bonino essa mi provocò immediatamente una immagine speculare in musica. Il testo dantesco viene smembrato in un recitar cantando che riflette le assonanze musicali del sema. Nelle prime battute viene ripreso l'accordo generatore di Esprit de finesse, impronta sonora di Esprit (…Esprit de Finesse,Razos III°,Esprit de Geometrie…).

Mandora - Danza di Ryab. - 1997

Mandora - Danza di Ryab. Per Mandola (1997)

Mandora è uno dei termini usati fin dal medio evo per riferirsi allo strumento che oggi chiamiamo mandola.
L'emozione epidermica del tocco pizzicato per uno strumento tradizionalmente a plettro traduce il passaggio da oriente ad occidente in un viaggio che si perde nella notte dei tempi.

Inclinazione allo scuro e acciaccature cantate - 1996

Inclinazione allo scuro e acciaccature cantate…
Per due chitarre e un chitarrista (1996)

L'opera è stata commissionata all'autore da 'Chitarrissima 1996' di Saluzzo.Il lavoro è dedicato a Gillo Dorfles ed elabora una forma a spirale che tende, avvolgendosi su se stessa, a richiamare l'esplorazione di una seconda chitarra con accordatura alterata.
Elogio dell'assimetria e dell'irrazionale come produttore e contenitore di ancestrali miti perduti.

Pape Satan Pape Satan Aleppe - 1996

Pape Satan Pape Satan Aleppe (1996) video live Tape 1997 (Regione Umbria)
Interpreti : Aldo Vianello, Fernando Grillo, Silvio Castiglioni
Testo: canti V° VI° inferno di Dante .

Presentare il proprio lavoro per un compositore non è mai facile,spesso è superfluo ed in alcuni casi è dovuto. La complessità dell'opera non permette, specialmente in questo caso,di espletare in poche righe le utopie che sorreggono una partitura tendente a trasbordare il fenomeno sonoro. E' possibile comunque lasciare qualche traccia,dare indicazioni generali anche se di carattere incompleto.

-Non è un mongolo nel senso tradizionale. La musica non commenta il testo,il testo non riflette e non si specchia nella musica,ma entrambi con i gesti ed i segni formano il logos.

-Il Logos demoniaco…

-Più che meditare sul male, andare incontro al male; le presenze sataniche per essere vinte devono essere incontrate ed oltrepassate. L'inferno dantesco è qui, ora !

- Una partitura che studia il mutamento del segno da veicolo di un messaggio logico a veicolo di un messaggio analogico.

- Il gesto è motore del suono e della parola.La musica è contenuta nei corpi,da essi esce ed in essi rientra.

- Il testo di Dante è già musica assoluta,non richiede alcuna aggiunta

- Il testo dell'opera è quello completo dei canti V e VI , il titolo è l'incipit del canto VII;

L'OPERA PROCEDE VERSO IL TITOLO E NON VICEVERSA.

Fiabe Musicali - 1996

Fiabe Musicali (1996) video studio Tape 1999

Per soprano, narratore, ensemble di chitarre, (strumentario Orff e mimo ad libituum)
Le tre fiabe(La fola d'Ziricochel,Galo Cristallo,Occhette) provengono dalla ricchissima tradizione popolare italiana.La prima ci è stata tramandata in dialetto bolognese,la seconda è tratta da una fonte in dialetto marchigiano,mentre il testo dell'ultima è ricostruito dall'autore in idioletto urbano moderno tenendo presente la variegata tradizione romagnola.

Le fiabe sono state musicate per un narratore,una voce di soprano e un organico variabile di chitarre. I musicisti sono chiamati a mettere in opera interventi gestuali mentre il narratore è costretto in un ritmo definito dalle azioni musicali.

Suite per il teatro di Kleist - 1995

Suite per il teatro di Kleist Studio Tape 1995
Per clarinetto solo (1995)
- Preludio- Lied - Gli Amanti- L'Orso - Vuoto Barbaro cinque piccoli pezzi per clarinetto pensati per lo spettacolo teatrale di Silvio Castiglioni nel 1995. Registrazione del M°Massimo Pauselli.

Mistica Live - 1993

Mistica Live Tape 1993
Azione scenico - musicale su testi di Eckhart per chitarra - contrabbasso - flauto - presenza femminile voce recitante - clarinetto ( 1993 )

"Mistica" non è una partitura musicale ma un progetto che tende ad armonizzare con suoni, gesti e parole le architetture del Chiostro della Pieve di Carpegna. Gli eventi scenici e sonori sono stati pensati per essere allestiti unicamente in quel luogo e solo con esso realizzano compiutamente la loro forma espressiva.

Mistica è un'opera di architettura musicale, di teatro, di danza e altro…è una preghiera ed un inno alla bellezza di un luogo e delle sue possibilità di comunione con l'intero cosmo.

Wakdjunk aga Per mandolino - 1992

Wakdjunk aga Per mandolino (1992)
Wakdjunk aga è una singolare divinità fallica degli indiani Winnebago.
E' un dio briccone creatore e distruttore.

Il brano è un'opera di teatro musicale che coniuga il rapporto gesto-suono in una drammatica e ironica azione scenica rinnovando il tradizionale transitorio d'attacco del mandolino.
La composizione è dedicata all'amico musicista Fernando Grillo la figura del quale è stata involontaria ispiratrice.

Plus Grand Que l'Amour - 1991

Plus Grand Que l'Amour Video Live Tape 1991
Per mandolino, balalaica, mandola, liuto egiziano, gopi yantra, kora, chitarra,spinetta. (1991)

Se è vero, come è vero, che lo sviluppo degli strumenti ad arco ha costituito la spina dorsale del sistema musicale occidentale dal primo barocco al novecento,sono ancora gli strumenti a percussione e quelli a pizzico ad evocare forse le più ancestrali emozioni musicali.

Recentemente studi etnomusicologici hanno d'altronde dimostrato come gli strumenti a pizzico siano presenti in gran quantità e varietà di forme nelle civiltà di tutto il mondo.Alcuni di questi come il liuto rimangono inestricabili nodi,crocevia di culture musicali diverse(nel caso quella europea e quella mediorientale).

Plus Grand Que l’Amour è l’incontro di strumenti a pizzico testimoni di testimoni di civiltà musicali quali quella occidentale,mediorientale,africana,eurasiatica e sud-est asiatica. E’un atto d’amore più grande che l’amore che per tanti anni mi ha legato esclusivamente alla chitarra.Non si creda che il desiderio di presenze nuove derivi da un infantile e superficiale consumo delle precedenti. E’ un tentativo di rendere testimonianza alla cultura plurirazziale nella quale ormai viviamo e con la quale è doveroso confrontarsi. E’ la presa di coscienza di un dato di fatto e la ricerca di un linguaggio comune con il quale dialogare. L’opera avrebbe potuto prevedere anche altri strumenti a pizzico;la scelta è stata determinata anche da incontri personali,occasioni casuali dell’autore alle quali è difficile rinunciare essendo una delle ossessioni che ti costringono a comporre.

Hodighitria - 1990

Video Live Tape 1990

Chitarra con corde di uguale calibro (1999) La chitarra è armata con sei corde (sol) di uguale calibro accordate per quarti di tono.

Hodighitria è un bellissimo esempio di icona bizantina custodita nella chiesa di Costantinopoli .L’appellativo nel tempo ha acquisito il significato di “ Colei che indica la Via “.

Srosh - 1988

14 chitarre (1988 ) Live Tape 1988

Srosh  è il dio della religione Zoroastriana che custodisce e salvaguardia tutti i suoni del mondo. Un compositore sceglie a volte un titolo per intuito senza un motivazione veramente razionale, a me piaceva questo, è tutto...

La motivazione: nell’opera ci sono tanti suoni che avrei voluto ascoltare,produrre,eventi sonori che ho immaginato e sognato nella mia lunga pratica e frequentazione della musica del nostro secolo,ma non potevo realizzare perché una chitarra non era sufficiente…questo il motore,l’energia che fa nascere il desiderio di mettersi al lavoro…!